Il format che ho scelto per queste interviste non rispecchia il classico articolo di giornale.
Nessuna domanda preparata, nessuna traccia da seguire, nessun limite di tempo.
Voglio che ogni storia venga fuori dai personaggi che la vivono.
In loro cerco aspetti caratteriali che si tende a nascondere davanti alle telecamere.
Scopro così che Nick Pescetto ha paura dei ragni. Che Bobo Cerea a casa è già tanto se si cucina un toast. O che nessuno dei familiari di Ernst Knam credeva avrebbe lasciato casa per raggiungere l’Italia.
Merito di quell’empatia che fa emergere, anche solo velatamente, la parte più interessante: le cose non dette.
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