Molti di noi la conoscono come conduttrice televisiva di Linea Blu, trasmissione di divulgazione culturale in onda su Rai 1. Altri la ricordano alla presidenza dell’associazione “del panda” e altri ancora a quella del Parco delle Cinque Terre. Una cosa è certa: a fare da sfondo nella vita di Donatella Bianchi c’è sempre il mare. Tanto che oggi i giornali parlano di lei come “della signora dei mari” della tv italiana. Da bambina immaginava di fare la reporter. Ci hanno pensato poi i viaggi in giro per il mondo, tra India, Africa, Brasile e Canada, a trasformare quel sogno d’infanzia in realtà. Ma è lo Yemen il Paese di cui tutt’ora conserva un’immagine nitida. Perché è lì che ha visto l’estremizzazione della sofferenza, del disagio sociale e della povertà, vivendo sulla propria pelle il dolore di una donna pronta ad affidarle il suo bambino pur di portarlo in ospedale. Oggi è inviata, giornalista, divulgatrice e scrittrice. Da quasi trent’anni accompagna i telespettatori alla scoperta di isole, spiagge e calette delle coste italiane. Una la missione: raccontare tutto quello che avviene sotto e sopra al mare. Con un occhio particolare alla sua terra natale, la Liguria, e alla Sardegna, perché è in quest’isola che è nata la sua famiglia.

La passione per il mare? un’eredità immateriale

Nata e cresciuta alla Spezia, Donatella impara ad amare il mare grazie ad “un’immersione continua” nel Golfo dei Poeti. Una dimensione suggestiva che nel passato ha ispirato e incantato anche i grandi scrittori. Pensiamo a Eugenio Montale, a Francesco Petrarca o a Dante Alighieri. “Ho mosso i primi passi su un vecchio gozzo di famiglia, anzi nemmeno troppo vecchio perché mio papà si arrabbierebbe molto se lo definissi così. Un papà che è venuto a mancare quando ero troppo giovane, ma da cui ho imparato tutto quello che oggi posso dire di sapere”. Un’eredità immateriale tramandata involontariamente, che ben presto si trasforma in un impegno civico e sociale. “Crescendo ho iniziato a guardare il mare con l’occhio dell’approfondimento, della conoscenza e della considerazione di alcuni aspetti sociali, economici e culturali che forse da bambina non riuscivo a percepire come importanti”. Ed eccola comparire in televisione per raccontare degli uomini e delle donne che lavorano in Marina, indagare sui costi fiscali delle barche italiane all’estero o svelare agli spettatori angoli remoti ancora sconosciuti. “Volevo raccontare quello che vivevo e in fondo questo ho fatto nella vita, non so se sia stato merito del destino, ma so che ho fatto l’impossibile per riuscirci”.

Le avventure con il WWF e il Parco delle Cinque Terre

È il 2014 quando, dopo anni vissuti alla scoperta delle bellezze e delle criticità che abitano il nostro Bel Paese, Donatella Bianchi viene eletta presidente dell’associazione ambientalista WWF Italia. “All’inizio ero un po’ spaventata, lo confesso, però poi ho capito che avrei imparato moltissimo, che sarebbe stata un’esperienza molto importante, così mi sono lasciata coinvolgere, contando sul lavoro di squadra”. Diverse le sfide che la giornalista si trova ad affrontare durante l’incarico: prima le politiche per affrontare la lotta ai cambiamenti climatici, poi la tutela per il capitale naturale italiano e ancora la conversione dell’economia e della società verso modelli sostenibili. Un capitolo, quello del WWF, che a distanza di anni si chiude per lasciare spazio ad un altro mandato: la presidenza delle Cinque Terre. “Questo Parco è Patrimonio mondiale dell’Umanità, c’è tanta biodiversità, ma c’è anche la storia dell’uomo, per questo abbiamo la responsabilità di proteggerlo”. Un obiettivo, quello della tutela e della salvaguardia del Parco, che da poco si è concretizzato con la prima zona a mare a traffico limitato, aperta soltanto alle mobilità sostenibili. “Festeggiamo questo traguardo, che ci aspettiamo venga raggiunto sia a terra sia a mare, organizzando e gestendo al meglio i flussi turistici così da ridurne al minimo gli impatti sul nostro Paese”.

Il mare? non una superficie, ma un volume

Cos’è per noi italiani il mare? A rispondere prontamente è Donatella, con una considerazione che già so diventerà il centro dell’intervista: “molti di noi lo considerano come una superficie e non un volume, ma dobbiamo iniziare a immaginarlo per quello che vale, nei suoi fondali, nei suoi ambienti profondi”. Perché è proprio dal mare che dobbiamo aspettarci le risposte per lo sviluppo del futuro. “Oggi in qualche modo ha la responsabilità della maggior parte dei traffici delle merci, dei traffici passeggeri e purtroppo in qualche modo diventa anche autostrada per chi scappa dalle guerre o da cambiamenti climatici che non consentono più a certe popolazioni di restare nella loro terra”. E a noi, noi che siamo una penisola al centro del Mediterraneo, spetta il dovere di proteggerlo. “Il nostro è un mare piccolissimo che ha una tale percentuale ricchezza di biodiversità da non fare invidia a nessun mare del mondo. Così come l’Italia, che ha rappresentati tutti gli ambienti, i paesaggi e quegli elementi geologici, paesaggistici che dovremmo girare tutto il mondo per ritrovare”. Per Donatella Bianchi la grande esplorazione continua. Cosa ci sarà nel suo futuro? Mi risponde sorridendo: “Non lo so, ma certo se mi guardo indietro non posso che essere felice e soddisfatta di quello che ho fatto”.

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